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Autore: Riccardo Ciancaglini

Professore Ordinario di Malattie Odontostomatologiche - Cattedra di Gnatologia Clinica, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche
Sezione L.I.T.A. - Laboratorio Interdisciplinare di Tecnologie Avanzate - Universita' degli Studi di Milano
 C.so Buenos Aires 18 - 20124 - Milano   Tel  +39 - 02 29409453   Fax +39 - 02 2043465    E-mail
studio@ciancaglini.it


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Premessa · Post.-occlus-rachide · Esame della postura · Esame strumentale · Occlusione-Postura · Bibliografia

 

Premessa


  
 In questi anni è emerso un crescente interesse per i possibili rapporti esistenti tra occlusione dentale, rachide e postura.
 Esperienze aneddotiche di associazione temporale fra disturbi e trattamenti occlusali e l’insorgenza di disturbi a carico del rachide con eccezionali ripercussioni sulla stabilità corporea (equilibrio) sono riferite da dentisti, fisioterapisti e altro personale medico o paramedico coinvolto nel trattamento di questi casi.
 
 Un altro riscontro assai più frequente e documentato è quello di disturbi della sfera uditiva (acufeni e ipoacusie) in casi affetti da disturbi artromuscolari temporo mandibolari e viceversa.
 Spesso l’esame oggettivo clinico e strumentale di questi pazienti risulta negativo nell’ambito otorinolaringoiatrico e perciò si pone il problema di una corretta interpretazione eziopatogenetica dei suddetti disturbi.
 
www.nlm.nih.gov 
www.nlm.nih.gov 

 

Esempio di occlusione normale

The impetus to rework St. John the Baptist may originate in Rodin’s casting of a fragmentary torso from the late 1870s, which has been inappropriately titled Torso. Da www.rodin-art.com 


DISTURBI OTORINOLARINGOIATRICI E OCCLUSO MASTICATORI
 

 E' opinione largamente diffusa che sintomi otorinolaringoiatrici come vertigine, instabilità , ronzii (acufeni) e otalgie possano essere riferiti da soggetti affetti da artropatie disfunzionali temporo mandibolari.

 Costen (biblio 1), nel ‘36 registrò una prevalenza del 33,5 % di sintomi otorinolaringoiatrici in un campione di 125 soggetti affetti da disordini temporo mandibolari.

 Costen spiegò tali disturbi come conseguenti alla perdita unilaterale di dimensione verticale per dislocazione del condilo e conseguente compressione.

 

 La dislocazione condilare sarebbe in direzione postero superiore conseguentemente alla perdita di denti posteriori con compressione-irritazione delle corda tympany e del nervo auricolo temporale. Lo stesso autore affermò che la perdita di dimensione verticale dell'occlusione avrebbe potuto compromettere la funzione della tuba di Eustachio. Tale ipofunzione della tuba di Eustachio sarebbe stata all'origine di disturbi quali acufeni e vertigini.

 

  Nel 1958 Myraugh (biblio 2,3) riferì la prevalenza di vertigine in circa il 28%, di acufeni nel 32% e di otalgie nel 21% su oltre 1500 pazienti temporomandibolari da lui visitati.
 Questo autore ipotizzò che una aumentata attività posturale dei muscoli masticatori e peristaffilini in soggetti con disfunzione temporo mandibolare potesse ripercuotersi sul tensor tympani.

 La vertigine poteva essere spiegata col convolgimento del muscolo stapedio.

 

 Negli anni '70 Arlen (biblio 4) rivide le ipotesi di Myraugh teorizzando una sindrome Otomandibolare.

 
Nel 1980 Komory e Sugisaki (biblio 5) enfatizzarono il ruolo del legamento discomalleolare nella patogenesi di sintomi otorinolaringoiatrici in soggetti con disordini temporo mandibolari.
 

 Inoltre non va dimenticata la larghissima prevalenza della artropatia cervicale nella popolazione generale.

 Questa patologia potrebbe causare una sovrapposizione di sintomi in soggetti con disordini temporo mandibolari.

 Ciancaglini e collaboratori (biblio 6,7) hanno, negli anni 90, condotto una serie di indagini volte a stimare la possibile correlazione tra alcuni sintomi otorinolaringoiatrici e la presenza di artropatie temporo mandibolari.

 
I risultati di queste indagini appaiono particolarmente interessanti e per la correlazione dei disturbi con il grado di artropatia obiettivamente presente.
 

 
Il campione di soggetti presi in esame era di 815 (263 maschi e 534 femmine; 18 esclusi per sospetti traumi o disturbi cervicogenici) esaminati consecutivamente presso il Servizio di fisiopatologia temporo mandibolare dell’Ospedale S. Paolo di Milano nel quinquennio 1985- 1990.
 

Ciascun paziente fu sottoposto a:

 

  • indagine clinico anamnestica comprendente la storia medica generale, quella specifica artromuscolare masticatoria quella specifica otorinolaringoiatria che rilevasse i sintomi acufeni, vertigine, otalgie e ipofunzione uditiva

  • esame clinico dei muscoli masticatori e dell’articolazione temporo mandibolare
  • esame clinico dei movimenti attivi cervicali e mandibolari per stabilire la funzionalità temporo mandibolare e craniocervicale.
  • esame politomografico delle articolazioni temporo mandibolari o Tomografia Computerizzata in massima intercuspiudazione e in apertura massimale della bocca.

 

 
Ciascun paziente fu inoltre valutato da un otorinolaringoiatra per escludere la sovrapposizione di una patologia temporo mandibolare a quella odontostomatologica.
 I soggetti furono graduati in base a un indice clinico di artropatia da 0 a 8. 

 La prevalenza complessiva di disturbi otorinolaringoiatrici nel campione esaminato fu di 15,17%.
 

 
     
Myraugh et All.: Functional mechanism of vestibular vertigo. Acta Otolaryngol (suppl.) 188, 202-205, 1958
    
Ciancaglini R et All.: Ear, nose and throat symptoms in patients with TMD: the association of symptoms according to severity of arthropaty. J.Orofacial Pain, vol. 83: 293-297. 1994


I sintomi più rappresentati furono, in media, i seguenti:
  • la ipoacusia (riduzione dell’udito) nel 7,6%
  • gli acufeni nel 6,4%
  • l’otalgia nel 1,6%
  • la vertigine nello 1,6%

Fu interessante il rilievo di una crescente prevalenza dei sintomi suddetti in relazione alla gravità della artropatia.
 

  La ipoacusia e la vertigine in particolare risultarono nettamente prevalenti nel gruppo con artropatia grave.
 
La conclusione preliminare potrebbe essere quella che solo la ipoacusia e la vertigine possono
essere considerate in rapporto con artropatie temporo mandibolari ma va pure segnalato che questi stessi sintomi sono spesso associati con artropatie cervicali che pure sono associate ad artropatie temporo mandibolari.
 

 
I rapporti perciò tra disordini funzionali della sfera otorinolaringoiatria, colluso masticatoria e cervicale sembrano embricarsi in una fisiopatogenesi complessa con notevoli connessioni e interrelazioni anatomo funzionali.
 


 


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