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Premessa
In questi anni è emerso un
crescente interesse per i possibili rapporti esistenti tra occlusione
dentale, rachide e postura. Esperienze aneddotiche di
associazione temporale fra disturbi e trattamenti occlusali e l’insorgenza
di disturbi a carico del rachide con eccezionali ripercussioni sulla
stabilità corporea (equilibrio) sono riferite da dentisti, fisioterapisti
e altro personale medico o paramedico coinvolto nel trattamento di questi
casi. Un altro riscontro assai più frequente e
documentato è quello di disturbi della sfera uditiva (acufeni e ipoacusie)
in casi affetti da disturbi artromuscolari temporo mandibolari e
viceversa. Spesso l’esame oggettivo clinico e strumentale di
questi pazienti risulta negativo nell’ambito otorinolaringoiatrico e
perciò si pone il problema di una corretta interpretazione
eziopatogenetica dei suddetti disturbi. www.nlm.nih.gov www.nlm.nih.gov
| Esempio
di occlusione normale |
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The impetus to rework
St. John the Baptist may originate in Rodin’s casting of a
fragmentary torso from the late 1870s, which has been
inappropriately titled Torso. Da www.rodin-art.com |
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DISTURBI OTORINOLARINGOIATRICI E OCCLUSO
MASTICATORI E' opinione
largamente diffusa che sintomi otorinolaringoiatrici come vertigine, instabilità
, ronzii (acufeni) e otalgie possano essere riferiti da soggetti affetti da
artropatie disfunzionali temporo mandibolari. Costen (biblio 1), nel ‘36 registrò una prevalenza del 33,5 %
di sintomi otorinolaringoiatrici in un campione di 125 soggetti affetti da
disordini temporo mandibolari. Costen
spiegò tali disturbi come conseguenti alla perdita unilaterale di dimensione
verticale per dislocazione del condilo e conseguente compressione. La
dislocazione condilare sarebbe in direzione postero superiore conseguentemente
alla perdita di denti posteriori con compressione-irritazione delle corda
tympany e del nervo auricolo temporale. Lo stesso autore affermò che la perdita
di dimensione verticale dell'occlusione avrebbe potuto compromettere la funzione
della tuba di Eustachio. Tale ipofunzione della tuba di Eustachio sarebbe stata
all'origine di disturbi quali acufeni e vertigini.
Nel 1958 Myraugh (biblio 2,3) riferì la prevalenza di vertigine in
circa il 28%, di acufeni nel 32% e di otalgie nel
21% su oltre 1500 pazienti temporomandibolari da lui visitati.
Questo autore ipotizzò che una aumentata
attività posturale dei muscoli masticatori e peristaffilini in soggetti con
disfunzione temporo mandibolare potesse ripercuotersi sul tensor tympani.
La vertigine poteva essere spiegata col
convolgimento del muscolo stapedio. Negli
anni '70 Arlen (biblio 4)
rivide le ipotesi di Myraugh teorizzando una sindrome Otomandibolare.
Nel 1980
Komory e Sugisaki (biblio 5) enfatizzarono il ruolo del legamento discomalleolare nella
patogenesi di sintomi otorinolaringoiatrici in soggetti con disordini temporo
mandibolari. Inoltre non va dimenticata la larghissima
prevalenza della artropatia cervicale nella popolazione generale. Questa patologia potrebbe causare una
sovrapposizione di sintomi in soggetti con disordini temporo mandibolari.
Ciancaglini e collaboratori (biblio 6,7) hanno,
negli anni 90, condotto una serie di indagini volte a stimare la possibile
correlazione tra alcuni sintomi otorinolaringoiatrici e la presenza di
artropatie temporo mandibolari. I risultati di
queste indagini appaiono particolarmente interessanti e per la correlazione dei
disturbi con il grado di artropatia obiettivamente presente.
Il campione di soggetti presi
in esame era di 815 (263 maschi e 534 femmine; 18 esclusi per sospetti traumi o
disturbi cervicogenici) esaminati consecutivamente presso il Servizio di
fisiopatologia temporo mandibolare dell’Ospedale S. Paolo di Milano nel
quinquennio 1985- 1990. Ciascun paziente fu sottoposto a: •
indagine clinico anamnestica comprendente la storia medica generale, quella
specifica artromuscolare masticatoria quella specifica otorinolaringoiatria che
rilevasse i sintomi acufeni, vertigine, otalgie e ipofunzione uditiva
• esame clinico dei muscoli
masticatori e dell’articolazione temporo mandibolare • esame
clinico dei movimenti attivi cervicali e mandibolari per stabilire la
funzionalità temporo mandibolare e craniocervicale. • esame
politomografico delle articolazioni temporo mandibolari o Tomografia
Computerizzata in massima intercuspiudazione e in apertura massimale della
bocca. Ciascun paziente
fu inoltre valutato da un otorinolaringoiatra per escludere la sovrapposizione
di una patologia temporo mandibolare a quella odontostomatologica. I soggetti furono graduati in base a un indice
clinico di artropatia da 0 a 8. La prevalenza complessiva di disturbi
otorinolaringoiatrici nel campione esaminato fu di
15,17%.
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Myraugh et All.:
Functional mechanism of vestibular vertigo. Acta Otolaryngol
(suppl.) 188, 202-205, 1958 |
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Ciancaglini R et
All.: Ear, nose and throat symptoms in patients with TMD: the
association of symptoms according to severity of arthropaty.
J.Orofacial Pain, vol. 83: 293-297.
1994 | |
I sintomi più rappresentati
furono, in media, i seguenti: • la ipoacusia
(riduzione dell’udito) nel 7,6% • gli acufeni
nel 6,4% • l’otalgia nel
1,6% • la vertigine nello
1,6%
Fu interessante il rilievo di una crescente prevalenza
dei sintomi suddetti in relazione alla gravità della artropatia.
La
ipoacusia e la vertigine in particolare risultarono nettamente prevalenti nel
gruppo con artropatia grave. La
conclusione preliminare potrebbe essere quella che solo la ipoacusia e la
vertigine possono essere considerate in rapporto con artropatie temporo
mandibolari ma va pure segnalato che questi stessi sintomi sono spesso associati
con artropatie cervicali che pure sono associate ad artropatie temporo
mandibolari. I rapporti perciò tra disordini funzionali della sfera
otorinolaringoiatria, colluso masticatoria e cervicale sembrano embricarsi in
una fisiopatogenesi complessa con notevoli connessioni e interrelazioni anatomo
funzionali.
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