| Parafunzioni
occlusali
Definizione di bruxismo
Per Bruxismo si intende
l'abitudine di serrare o digrignare i denti. Il bruxismo rientra in quell'
insieme di attività orali definite 'parafunzioni' (attività parafisiologiche)
estranee cioè al soddisfacimento delle necessità primarie e pertinenti alle
fimalità del sistema occluso masticatorio (deglutizione, fonazione,
masticazione, equilibrio posturale oro facciale etc.)
Tipi di
parafunzioni Le
parafunzioni più frequenti sono: - il bruxismo -
l'onicofagia e attività similari (abitudine di mordicchiare unghie, pellicine
etc)) - l'abitudine di succhiare labbra o guance - le
'parafunzioni linguali' (pressione/spinta isometrica della lingua sulle arcate
dentarie in occlusione)
Tali parafunzioni sono spesso associate al
bruxismo. Le parafunzioni e il bruxismo in particolare possono essere in
rapporto con il sonno o la veglia (erroneamente ci si riferisce perciò a
bruxismo notturno e diurno).
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15. Parafunzione orale.
onicofagia (abitudine di mordere le unghie)
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16. Parafunzione orale
:abitudine dei mordere pellicine
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17. Parafunzione linguale:
abitudine di serrare la lingua tra i denti (ne consegue necessariamente
serramento dei denti per contenere la spinta linguale)
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18. Impronte linguali per
serramento della lingua tra i denti (conseguante serramento dei denti-
bruxismo statico)
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19. Impronte linguali per
serramento della lingua tra i denti :probabile origine in perdita del
supporto dentale latero posteriore (per mancanza dei molari)
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20. Particolari del caso
della fig. 19
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Bruxismo/parafunzioni e artropatie
temporo mandibolari Si ritiene che le
parafunzioni in generale e il bruxismo in particolare possano essere causa di
artropatia temporo mandibolare anche se manca l'evidenza di un rapporto
inequivocabile di causa effetto (Biblio 14).
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21. 'Morso aperto'
(impossibilità di portare i denti incisivi in contatto, dovuta ad
'estrusione' (crescita) dei denti molari in soggetto con abitudine al
serramento della lingua tra i denti (effetto ortodontico
ortopedico)
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22. Visione intraorale del
caso della fig. 21
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 23,24. Radiografie
(tomografie) dei condili mandibolari del caso delle fig. 21 e 22. Il
condilo (a bocca chiusa) dimostra una 'marcata dislocazione' anteriore e
inferiore (simile alla posizione a metà apertura della
bocca)
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 25,26. Radiografie dei
condili del caso fig 21 22 a bocca completamente spalancata (si noti la
ipertraslazione condilare)
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Più evidente risulta invece il
rapporto tra dolore artromuscolare al risveglio (miogeno in particolare) e
bruxismo noitturno (biblio 1). Una attività parafunzionale
sperimentale prolungata (serramento dei denti per oltre 15 minuti)) di elevata
intensità sembra essere in grado di scatenare molti dei sintomi che si osservano
nelle cosiddette disfunzioni temporo mandibolari ( dolore dentale, dolore
temporo mandibolare, cefalea, scatti e scrosci articolari)Una parafunzione
prolungata può indurre dolore muscolare in una sessione 'acuta' (biblio
2). Non sembra tuttavia possibile
indurre tali condizioni con carattere di cronicità (prolungate nel tempo),
neppure per sessioni sperimentali che durino per più giorni (biblio 3)(il dolore miogeno da sovraccarico può
essere prodotto da ischemia o da lesione da microtrauma).
Epidemiologia del bruxismo.
Circa il 20 % della popolazione ha
l'abitudine di serrare i denti da sveglio (bruxismo statico cosiddetto
'diurno') Circa il 10 % della popolazione ha l'abitudine di serrare i denti
durante il sonno (bruxismo statico cosiddetto 'notturno') Dal 6 al 12 % (8%
circa) della popolazione ha l'abitudine di 'digrignare' i denti (bruxismo
dinamico cosiddetto 'notturno'). (biblio
4).
La prevalenza cresce con l'età fino ai 50 anni per poi
decrescere con l'avanzare degli anni.
Non esiste significative differenza tra uomini e donne
per il bruxismo dinamico (digrignamento) mentre sembra che le donne tendano a
serrare i denti con maggiore frequenza (biblio
5) e prevalentemente durante il sonno mentre gli uomini da
svegli. In ogni caso, a differenza di quanto generalmente ritenuto dai
dentisti sembra che la maggioranza dei soggetti parafunzioni da sveglio
(circa il 65 %) e una minoranza solo durante il sonno (circa il
15%) o in entrambe le situazioni (circa il 20%) (biblio
6).
Eziologia delle
parafunzioni. E’ importante osservare che
la causa del bruxismo diurno e notturno è probabilmente differente. Si
ritiene infatti che la parafunzione durante il sonno rappresenti una attività
pressoché normale e interessa perciò soggetti sani anche se può essere
notevolmente influenzata da condizioni parafisiologiche o patologiche
quali - eventi stressanti -
abuso di alcool - personalità patologiche, nevrosi
e psicosi ,oligofrenie, s. di Down
(biblio
7)
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27. Usura dentale per
attrito prevalentemente a carico dei denti anteriori per bruxismo, a
carattere familiare (madre)
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28. Usura dentale per
attrito prevalentemente a carico dei denti anteriori per bruxismo, a
carattere familiare ( figlia)
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29. Caso di usura dentale
dovuta ad associazione di attrito (bruxismo) e abrasione (per
odontogenesis imperfecta) a carattere familiare (sorella)
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30. Visione intraorale di
caso di usura dentale dovuta ad associazione di attrito (bruxismo) e
abrasione (per odontogenesis imperfecta) a carattere familiare
(sorella)
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31. Caso di usura dentale
dovuta ad associazione di attrito (bruxismo) e abrasione (per
odontogenesis imperfecta). a carattere familiare (fratello)
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32. Visione intraorale di
caso di usura dentale dovuta ad associazione di attrito (bruxismo) e
abrasione (per odontogenesis imperfecta). a carattere familiare
(fratello)
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 33,34. Marcata usura per
bruxismo a carattere infantile (soggetto di 5 anni di
età).
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Il bruxismo o parafunzione durante il sonno viene
interpretato come una risposta di ‘ attivazione ‘ (‘arousal response’) del
sistema nervoso centrale associata cronologicamente ad altre manifestazioni
analoghe (es. movimenti corporei, alterazioni della frequenza cardiaca e
respiratoria, onde K-alfa nell EEG (biblio 8):
Esso comparirebbe prevalentemente nel passaggio tra fasi di sonno di differente
profondità. (biblio
9). I dentisti ritiengono generalmente che interferenze o
alterazioni occlusali possano indurre bruxismo durante il sonno. Non esiste
tuttavia alcuna evidenza scientifica che supporti tale ipotesi.
La causa
della parafunzione da svegli pur rimanendo ‘scientificamente’ ancora oscure può
essere ragionevolmente ricercata tra generici fattori stressanti (ansia, nervosismo, concentrazione).
Il fattore
causale invocato dai dentisti per spiegare la presunta insorgenza di
parafunzioni e bruxismo in seguito ad alterazioni/difetti occlusali risiederebbe
nella capacità di questi ultimi di stimolare in via riflessa i muscoli elevatori
della mandibola (temporali e masseteri)attraverso i ‘recettori
parodontali’.
Questa presunta spiegazione è assai controversa e
conflittuale in quanto:
- la stimolazione parodontale in
sessioni sperimentali può indurre attivazione del massetere incisivo con
stimolazione prolungata (biblio 10) o inibizione (jaw opening)
(stimolazione breve e intensa) (biblio 11)
- la stimolazione
parodontale durante la masticazione induce attivazione per promuovere la
masticazione stessa e poer coordinarla (feed back positivo)Durante la
masticazione tuttavia un contatto sovraoccluso può indurre aumento o riduzione
della forza occlusale: La inibizione EMG che si osserva su una interferenza in
massima intercuspidazione sembrerebbe a sostegno della ipotesi inibitoria
(riflesso difensivo)
L’introduzione di
interferenze occlusali sperimentali (rialzi occlusali controllati) dell’ordine
di circa 0.5 mm sembrerebbero indurre inibizione che si estingue in circa una
settimana.
Alcuni autori (Kobayashi) (biblio 12) hanno riferito
effetti locali (bruxismo nel sonno e discinesie masticatorie) e generali
(aumento catecolamine e frequenza cardiaca e apnee) in soggetti con rialzi
occlusali di anche solo 0.1 mm Altri autori tuttavia non solo non hanno
confermato questi dati ma hanno osservato una riduzione delle parafunzioni
durante il sonno in seguito a inserimento di interferenze occlusali (biblio
13).
E’ probabile che la risposta a una interferenza
occlusale nel senso di un aumento o diminuzione della parafunzione sia
individuale (biblio 22).
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"Homunculus" sensitivo
secondo Penfield e Rasmussen, modificato da Ciancaglini-Jacovitti.
Si noti che l'estensione della rappresentazione della faccia occupa
nella corteccia sensitiva più della metà della sua
superficie. | |
Non esistono percio
prove del ruolo dei fattori occlusali nella genesi del bruxismo e in ogni
caso il sistema nervoso centrale inteso come centro di vigilanza e di
attività emozionali (attraverso principalmente il sistema libico),
modulando la risposta motoria (facilitazione e inibizione dell’arco
riflesso)) agli stimoli potrebbe avere un ruolo assai più rilevante dei
fattori occlusali soprattutto in situazioni stressanti.
L’attenzione (vigilanza
occlusale) è un fattore primario nel determinare la percezione
/amplificazione di uno stimolo modificando la soglia ‘tattile’ parodontale
(dagli 8 ai 60 micron).
Fondamentale è l’attitudine del soggetto a
essere occlusalmente attivo (con arcate in frequente contatto occlusale e
perciò a rischio per percepire elaborare e reagire a contatti interferenti
occlusali) o occlusalmente passivo cioè con arcate in atteggiamento non
occlusale, percio indifferente a eventuali interferenze
occlusali.
Spesso terapie odontoiatriche o occlusali possono
indurre o esagerare atteggiamenti occlusalmente attivi e ‘orientare
occlusalmente’ soggetti precedentemente passivi.La vigilanza e
l’attenzione ‘patologica’ verso la propria occlusione può in taluni casi
dare origine a disturbi definiti come ‘nevrosi occlusali’che generano un
circolo vizioso caratterizzato da stress, parafunzione e sintomatologia
artromuscolare. |
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