| PROGETTO CEFALEE
A.I.G.C. - LA FONDAZIONE L’associazione
Interdisciplinare di Gnatologia Clinica (A.I.G.C.) nasce nell’aprile 1996 per
iniziativa di alcuni membri dell’European Academy of Cranio Mandibular Disorders
(E.A.C.D.), gran parte dei quali pure attivi nel gruppo Neuroscience T.M.J.
della International Association for Dental Research. I soci fondatori
si sono riproposti di dare vita ad un’associazione ispirata alle finalità della
E.A.C.D. ma con un più marcato e attuale indirizzo Interdisciplinare esteso al
campo Biomedico e Bioingegneristico.
Presentazione dell'Associazione
Interdiscilinare di Gnatologia Clinica da parte del Fondatore e primo
Presidente, Prof. Rccardo Ciancaglini.
Il dato è tratto! Per volontà
di un gruppo di appassionati cultori e di docenti della materia, si è
ufficialmente costituita l’Associazione di Gnatologia Clinica. Ciò è avvenuto
dopo il riconoscimento da parte ministeriale di una materia di insegnamento
autonoma nel curriculum dell’odontoiatra denominata “Gnatologia
Clinica”.
L’istituzione di una disciplina ufficiale di insegnamento
universitaria ha creato le premesse istituzionali per realizzare un punto di
riferimento sicuro per tutti coloro che si interessano di problematiche
funzionali masticatorie.
Il termine “Gnatologia” che potrebbe apparire
obsoleto è stato suggerito dall’opportunità di uniformare il nome
dell’associazione a quello della nuova disciplina di insegnamento ma pure per
rendere immediatamente intellegibile, soprattutto ai non odontoiatri, che il
distretto gnatico e le sue funzioni, rappresentano un’area culturale e
scientifica odontostomatologica non altrimenti identificabile con eguale
chiarezza ed immediatezza con sinonimi quali “disordini cranio mandibolari”,
“sindromi miofasciali”, “disfunzioni stomatognatiche” e simili. Un elemento
di grande innovazione e ricco di prospettive per gli anni a venire è
rappresentato dalla interdiscplinarità dell’associazione. Con tale attributo si
vuole riconoscere alla neonata associazione una “trasversalità” di interessi,
competenze ed intenti che accomunano l’odontoiatria, il fisiatra ed il
fisioterapista, l’otoneurologo, il neurofisiolovo, l’algologo, il
maxillofacciale ed il bioingegnere per citare solo alcuni tra i più frequenti
componenti dello staff interdisciplinare clinico e di ricerca che gravita
intorno alla Gnatologia Clinica.
E’ notevole, infine, il contributo
fornito di recente da discipline mediche e paramediche innovative quali
l’osteopatia che, con una salutare azione provocatoria non priva di suggestioni
esoteriche, ha stimolato il recupero di un approccio semeiologio fisico al
paziente. Si è completata così, senza margini di equivoco una parabola di
progressivo allontanamento dall’approccio meccanicistico e strumentale che
caratterizzò la Gnatologia al suo esordio condizionandone il destino e la
credibilità nell’ambiente scientifico per un lungo lasso di tempo.
Il
definitivo e generale consenso espresso recentemente relativamente alla
multifattorialità nella eziopatogenesi delle patologie disfunzionali temporo
mandibolari ed il ridimensionamento del ruolo dell’occlusione quale fattore
centrale e primario nella fisiopatogenesi delle patologie gnatiche ci
autorizzano perciò con orgoglio e chiarezza a riproporre in chiave riveduta ed
interdisciplinare la figura dello “Gnatologo Clinico”. Egli dovrebbe,
interagendo con esperti in discipline diverse coordinare razionalmente il lavoro
dello staff diagnostico e terapeutico sia a livello professionale che
istituzionale.
Riccardo Ciancaglini Ordinario di Gnatologia
Clinica Università degli Studi di Milano
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